La bolina è quell'andatura che permette di risalire la corrente. È quello che si dice andare al massimo controvento. Il fiocco é teso e immobile e la barca raggiunge cosí la sua velocità massimale. Ma è questione di pochi centimetri. Spesso il vento taglia sotto e lo fa vibrare per dirti : attento! Questo è veramente il massimo, il massimo che puoi tirare la corda, prima di rovesciarti. Questione di attimi. Azzardato, si. Pericoloso, anche. Ma è quello il tutto. Quel brivido di un secondo o due, prima di ridare un pò di gioco. Ma solo fino alla prossima volta. Tirerai di nuovo la corda e di nuovo il fiocco vibrerá. Avrai di nuovo passato il capo del massimo controvento. Barca a vela o vita vera. Viviamo o navighiamo veramente solo in e per quel vibrare lì.
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18 luglio 2014
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24 maggio 2014
Il posto che ho piú caro a Copenhagen si trova all'inizio del Cimitero Assistens, dall'altra parte della strada, all'angolo tra Nørrebrogade e una via piú piccola dove una volta mi rubarono la mia bicicletta rosa con le margherite. Qui una sera il mio grande amore danese, quando ancora eravamo in territorio corrente alternata mi sussurró all'orecchio "Mmm Dita Von Teese!" e mi fece molto felice. Qui ho giocato per la prima volta ai dadi, ho bevuto per la prima volta la birra di Natale, qui un sacco di altre cose con un sacco di altra gente. Ieri notte mentre tornavamo a casa con gli Iliade-boys abbiamo deciso di fermarci per un ultimo bicchiere. Passato e presente e ora di chiusura.
24 novembre 2013
Vi consiglio un giretto con l'autobus 9.a. E' una linea nuova che collega l' Opera Holmen con Glostrup, oggettivamente una periferia difficile, passando per la famossissima Christiania. Mo. Facciamoci due conti. Che gente si può incontrare sul sovracitato mezzo pubblico? La risposta ahimé, é semplice. Davanti le melomani incallite che vanno all'opera tutte le settimane. Mostrano l'abbonamento all'autista e si siedono ai posti per i diversamente abili e/o per i mutilati di guerra. Indossano pellicce tenute benissimo e ballerine di Prada. Spesso un filo di rossetto rosa perlato sulle labbra. Nella parte posteriore ci sono i ragazzi della periferia che non ci possono credere che gli hanno messo il collegamento diretto : casa-spacciatore. Loro il biglietto ce l'hanno sull'I-phone, nelle orecchie gli auricolari e sulla testa un cappellino. Se la direzione é quella del ritorno li vedi giá che iniziano a trafficare con carta e accendini. Filtri in bocca. Filtri che cadono. Soli o in gruppetti di due o tre. Le due generazioni si guardano un pò si sbieco tacendo commenti di disapprovazione reciproci. Ma infondo infondo evolvono di stop in stop in una convivenza pacifica. Io la amo questa città.
05 novembre 2013
Chitarre elettriche vendute insieme al macinato al discount. Questa o è la morte definitiva del rock oppure, speriamo, la rinascita del punk quello vero.
02 marzo 2013
7a la mia classe preferita impara i nomi dei frutti in francese e per finire il capitolo ci facciamo tutti delle foto con il nostro frutto preferito e decoriamo la parete della classe. Fruttini miei siete bellissimi. Tra le 25 foto colorate e fantasiose che ricevo ce n'è una veramente particolare. In nostro Jakob mi manda una foto dove si vede poco lui e sopratutto non si vede frutta. Titolo : la banana. Giorno dopo in classe informo: Jakob mi hai mandato una foto senza frutta. Sicuramente ti sei sbagliato. Nossignore. Veramente mi dici che sei stato cosi sfortunato, ma cosi sfortunato che nel momento esatto in cui ti stavi fotografando con la banana il tuo cane ha fatto un salto e se l'è mangiata? E poi era pure l'unica banana che avevi a casa. Dai su Jakob. Peró me lo assicuri e io finisco per crederti. L'appendiamo con le altre questa foto. E sai che c'è? Piu la guardo e piu mi piace. Mi fa pensare Alla fiaba I vestiti nuovi dell'imperatore. Solo i puri di cuore possono vedere la banana. Con la didascalia sotto La Banane tutto cio prende un retrogusto alla Magritte. Ceci n'est pas une pipe diceva lui. Tu invece dici ecco la banana. Senza banana. Spero che ci farai i soldi con questa banana non banana Jakob. E intanto è la foto piu interessante nonchè la mia preferita!
18 febbraio 2013
Pomeriggi in bianco e nero ed erba bagnata da
piogge non identificate. Poca benzina e i soliti stronzi per andare a
vedere cosa c’è lì dove par che si dica non ci sia niente da vedere. Ma c’è
sempre qualcosa. Da trovare. La consuetudine infallibile per cui se
vedi un numero di cipressi compresi tra due e infinito là c’è per forza un
cimitero. I Bar Roma. I Bar Sport. I Bar Centrale dell’occasione. Vuoti per caso o vuoti perchè sempre vuoti. Fuori pende
ancora il simbolo del telefono pubblico. Quanto costerà uno di quelli tra un
paio d’anni al mercatino delle cose perdute a giammai? Tra i tanti pensieri il
seguente: spero che prendano fuoco all’unisono e per sempre tutti gli Starbucks del mondo. E con esso i Baresso,
i Caffè Nero e le varie Brioche Dorée. Una casa sincera con i cavolfiori in cortile. Belli belli bellissimi i
commenti dall’abitacolo. Seduto dietro c’era Al Pacino. O per lo meno uno con
la barba uguale. E tutt’intorno a noi l’apatia e il silenzio di una provincia
sofferente. Agonizzante. Tra un paio di giornate di campionato dovrebbe tornare
il primo vere. Modesta al solito. Coi fiori gialli dei campi di rape.
L’asfalto coi buchi. Le colline rese mostruose dagli impianti fotovoltaici. Gli
impianti fotovoltaici resi mostruosi dale colline. Gli stagni ancora usati per
l'irrigazione. I cavalli che scappano. Quelli che vanno a riprendere i cavalli
che scappano. Gli avvisi ai cittadini. Gli eventi passati. I giallo o
lampeggiante. Vasco Brondi. Tu a parole e noi a fatti. 22 dicembre 2012
Per un anno ci ho pensato spessissimo, ovviamente senza crederci più di tanto. Poi però ieri sera per il grande evento, me ne sono dimenticata dopo un paio di Julefnugg. Eh così è la vita. E quando me ne sono ricordata era da un pezzo che eravamo tutti salvi ed ero seduta a un tavolino con la tovaglia verde a quadri al Barbobi a parlare con uno sconosciuto con la barba lunga lunga che nella vita aveva fatto l'architetto. E Corto Maltese in piedi al bancone parlava con un assistente sociale depresso. Divorziato da poco. Che prima ha elogiato Gesù e la chiesa, poi, pericolo passato, ha rinnegato tutto. Noi ci siamo guardati negli occhi e avevamo voglia di ridere della situazione. Poi mi sono ricordata di una cosa, che gli ho detto all'orecchio. Te lo ricordi che è qui che ci siamo visti la prima volta? Ero insieme al tuo amico e tu mi avevi detto che nella vita facevi il domatore di delfini. E io non ci avevo creduto ma avevo fatto finta di niente. Pareva brutto. Dai si, pareva brutto. E comunque vabbè i Maya hanno toppato, fortunatamente, ma se fosse venuta la fine del mondo ci avrebbe scovati felici, natalizi e brilli al Barbobi. Che è sempre meglio di niente.
25 novembre 2012
23 settembre 2012
Insciallà qualcuno di voi ha parcheggiato in divieto di sosta. Insciallà andate a spostare la macchina se volete evitare una multa, isciallà. La prima cosa che l'Imam ha detto al microfono venerdì. Ci veniva un pò da ridere. Ma quindi eravamo in moschea con l'ottava classe. Per fare quest'esperienza. A un certo punto ci siamo divisi. Io con le bambine e il collega con i bambini. Loro erano nella moschea quella vera, con l'imam vero. Noi povere sfigate nate con le ovaie, in una sala adiacente e con l'audio in differita. La predica, o come la dovrei chiamare, era in arabo e soporifera. Ogni tanto distinguevo le parole America, Facebook. Una volta mi pare pure di aver sentito Steve Jobs. Ma non potevo esserne sicura. Il fenomeno del transfer è ben conosciuto in linguistica. Le mie piccoline, seppur indecentemente sprovviste di velo, erano silenziose e attente a ciò che succedeva, sedute a gambe incrociate al centro del tappeto verde. Ero orgogliosa. Tutt'intorno invece molte donne sonnecchiavano appoggiate alla parete. Almeno tre le ho viste smanettare con lo smartphone. Altre parlavano sottovoce tra di loro. Eh eh. L'imam non poteva vederle. In realtà morivo dalla curiosità di sapere quali concetti venissero fuori dall'altoparlante. Finalmente dopo 45 minuti l'Imam ha smesso di parlare arabo ed ha fatto un riassunto in danese per noiantri miscredenti. Non mi ero sbagliata di molto. Così riassumo i punti salienti : Quella dell'evoluzione è una teoria, solo una teoria, che purtroppo ancora oggi si ostinano a insegnare nelle NOSTRE scuole. (Ma nostre in che senso?) Steve Jobs era il diavolo e mica a caso il simbolo della Apple è una mela mangiucchiata. Nella storia del mondo vi ricorda mica qualcosa? Ha inveito anche contro Facebook ma non ricordo in che termini. Dopo la funzione ci siamo riuniti con i maschietti in una sala d'insegnamento, per discutere un pó. Un certo Niels, etnicamente danese ma convertito, ci ha spiegato i perchè e i percome. I nostri alunnni erano, oggettivamente molto preparati e hanno fatto delle domande pertinenti e interessanti, tra cui: Perchè le donne non possono diventare Imam o comunque ricoprire qualsiasi altro ruolo all'interno in questa religione? E la risposta: Le donne sono meno stabili dell'uomo. Basta solo pensare a quanto sono nervose quando hanno le mestruazioni. Avrei voluto una foto fella mia faccia in quel momento. Delle mie sopracciglia corrucciate. Altra domanda: Ci sono molti cristiani che si conventono all'Islam, ma tu conosci qualche musulmano che al contrario si è convertito al cristianesimo? Secondo me una domanda interessantissima, fatta da un dodicenne. La risposta fu una smorfia cinica e la frase: No. Perchè l'Islam è la religione ultimativa. Evvabbè se lo dite voi... Ou alla fine è stata veramente una bella esperienza e consiglio a tutte le scuole di portare i propri alunni una volta alla moschea... ma non ce la faccio a prenderli sul serio più di tanto. Aó che devo fa?
10 settembre 2012
Lui era lí all'improvviso a strusciarsi sulle mie gambe e non sapevo come comportarmi. Era la prima volta. Io non ho confidenza con i gatti. Non ne ho mai avuti e non ci ho mai visto niente di buono. Eppure erano le 11 stasera e stendevo delle lenzuola verdi. Verdi verdi. E mi perdevo nei miei pensieri di tristezza. Nostalgia. Intorno a me poche finestre ancora gialle. Nel nostro piccolo cortile lui era lí. Spuntato da chissà dove. E completamente nero. Silenzioso da manuale. E bisognoso di contatto. Come me. Come mi avesse letto nel pensiero. Si. Sono triste. E succedono sempre cose che me le ricordo in serate che effettivamente mi devo ricordare. Che a certe cose ci ho pensato troppo e ad altre troppo poco. Tra istinto e ragione. Cuore e passione. Ho combinato qualche guaio ultimamente. Ho trovato scritto sul mio piede mi è tutto indifferente. Citazione. Quante ore del giorno passo sovrappensiero? Quante cose faccio che poi rimuovo? Ma mi dispiace. Non buttiamoci via. Oppure. Fa che non sia colpa mia.
11 agosto 2012
San Lorenzo, io lo so perchè tanto di stelle per l'aria tranquilla dietro al cimitero del feudo. Perchè siamo veramente veramente spaghettiwestern e andare a vedere le stelle in spiaggia come la gente con poca fantasia non ci è mai piaciuto. Il cimitero di sfondo faceva impressione ma bastava guardare dall'altra parte. La campagna ignara dell'uso che ne facciamo. Stesi sull'erbaccia alla mia sinistra c'era la luna calante e tra di noi il finestrino di una 600 aperta. E davanti alberi simmetrici con la chioma a forma di cuore. Ulivi. Un quadrato che vedevo solo io. C'era vento. Cazzo dai di tutti i posti dove potevamo parcheggiare abbiamo parcheggiato sotto a un quadrato. Proprio sotto al quadrato. Ma è Il Grande Carro. E quello è il Saggittario. Oh io esprimo sempre lo stesso desiderio. Io no. Ho dimandato quello che volevo dimandare. Adesso basta, pare brutto. Una volpe. Un paio di gatti. Dio come mi sento bene stesa così, stesa qui. Il segreto dev'essere accettare che no, non per forza noi esseri umani abbiamo uno scopo in questa vita. Hey. Nel quadrato passa un aereo. Ma guarda. Esce la portinaia e sclera. Quante volte vi ho detto di non venire a giocare qui? Urla e spazza. Spazza il quadrato. Dall'alto dei mondi, sereno, infinito, immortale. Io li voglio tutti come stasera i Sanlorenzi della mia vita. E anche tutte le estati.
03 giugno 2012
Questa villa bianca bianca a picco sul mare. Due grandi alberi ad incorniciare l'Øresund. Le scalette che portano alla spiaggia privata. Il pontile privato. Quanti saranno stati? 500, 600 metri quadri? Quella scala è marmo di Carrara. Come? La vendete a 26 milioni di Corone? Sono quasi 3 milioni e mezzo di eurI. Ma come fai, caro collega W. tu fai lo stesso lavoro mio. Ah ecco. Tua moglie, la tua ex-moglie è figlia di un grande industriale svedese. Capito. Ah... ma tu adesso hai una compagna cinese. Come dici? Lei non è voluta venire stasera. Si si. Ti vergogni a presentarla in giro. Ad ogni modo grazie per averci invitato. 30 colleghi e un barbecue. Quelli piú coraggiosi si fanno una nuotata. Nella tua biblioteca ho trovato Kafka ma manca Dürrenmatt. Hey. Perchè i tuoi figli hanno dei nomi così prussiani? Tu non sei bavarese? Una festa tra colleghi in una grande villa bianca davanti al mare non è lo sfondo ideale per un massacro? Tu non l'hai visto Ten little Indians? Io lo vidi a Parigi. Uscivo con uno scozzese. È stato una vita fa. Oggi è domenica e regolarmente arrivano mails di ringraziamento da tutti i colleghi. Grazie a tutti per la bella festa. Grazie a te per la casa. Assolutamente da rifare. Io non ringrazio nessuno. Al massimo dovrei scrivere un'email di scuse. Scusatemi per aver camminato sul parquet coi tacchi a spillo. Non avevo altre scarpe. Scusatemi per non aver gioito alla vista delle salsicce arrosto. Non mangio maiale, di solito. Ma sopratutto scusatemi per essere stata ubriaca dal primo all'ultimo minuto di questo sabato informale. Non è colpa mia. È che è iniziata la mia seconda adolescenza.
26 maggio 2012
"Ho comprato una tromba da un riparatore di strumenti per 100 Corone poi l'ho schiacciata con la jeep di mio padre perchè la volevo appiattire ma non ha funzionato. Allora me l'ha appiattita uno sfasciacarrozze finlandese e quando gli ho chiesto quanti chili di pressione c'erano voluti, 100? 120? Lui ha risposto con forte accento straniero : appena 40". Quando sembra tutto fermo...
17 maggio 2012
Domenica mattina in treno. Un bambino chiede a suo padre perchè la stazione centrale si chiama Hovedbanegård. Letteralmente hovedbanegård significa stazione capo, capo inteso come testa. Il padre risponde così: Si chiama stazione testa perchè quando la cicogna consegna i bambini ai genitori li consegna senza testa, e poi i genitori vanno alla stazione e vanno a scegliere la testa che preferiscono. Il bambino soddisfatto non fa altre domande. Io rimango piuttosto sconvolta.
03 aprile 2012
Mi sono iscritta ad un club di caccia alla volpe. Tutte donne. Divisa elegante. Pantaloni bianchi e giacca rossa alla Charlotte Casiraghi, per intenderci. Non che mi piaccia sparare, per carità. Mi piace la natura, lo spirito di squadra e soprattutto la divisa. Si, è uno sport costoso, dobbiamo affittare i terreni dove cacciamo e mantenere almeno una decina di cani. Mi devo comprare un cavallo. La quota stagionale è di 2.000 euro ma sono spesi bene. Mi diverto un sacco. No la patente da caccia non ce l'ho ancora. Sto facendo un corso. Seguirà un esame. Per ora stiamo studiando solo la legislazione. Si lo so che devo imparare a sparare. Certo che mi devo comprare un fucile. Si lo so che fino a un mese fa ero contro la caccia... ma mi riferivo agli animali belli, tipo uccellini indifesi, balene e Bambi. Cinghiali e volpi ne è pieno il mondo. Ho deciso di imparare a cacciare... che in questi tempi di crisi... Si papà, penso che la patente presa là sarà valida anche qua, penso. Non vedo l'ora di mettermi quella divisa.
Io il 1mo d'Aprile a pranzo ho raccontato questa storia assurda. E la mia famiglia, tutta, m'ha creduto. Loro non ci hanno trovato nulla di strano. E' ora di fare due conti.
08 marzo 2012
In questi giorni in cui piango il mio amore finito, immagino la mia esistenza solitaria e frequento forum tali lemiglioritecnichedisuicidio.it capita anche che mi vengano straordinari slanci di vita. Complice erbalupina, davanti a un petto di pollo e un lungomare deserto, ci viene in mente di far credere ad un nostro amico puro di cuore che l'abbiano preso per Scotland's Got Talent. Trasmissione che non esiste nemmeno piú, alla quale lui non ha ovviamente mai postulato. Ma loro, non si sa come, lo vogliono fortissimo a ballare la danza delle spade... e gli forniscono pure il Kilt! E se vince gli rimborsano le spese. Ma solo se vince! Attenzione! Vai di british english quello vero. Grazie a mia cugina metá italiana metá inglese da Londra parte una lettera con tanto di carta intestata, firma, timbro postale che fa fede, cazzi e controcazzi vari. Probabilmente pagherò questa cosa al Karma con tanto di interessi a 30 anni. Però oggi me la stavo facendo sotto quando ho letto la sua reazione.
27 febbraio 2012
Della categoria storie assurde/ qualcuno me la sta facendo pagare. Sabato sera sono in giro con due amici in centro. Verso mezzanotte, ahimè, devo battere in ritirata causa partita di pallavolo all'alba dell'indomani. Mentre aspetto il mio treno beata noto un adesivo attaccato sulla macchinetta obliteratrice: We don't forgive, we don't forget. Anonymous, expect us. Trovo questa frase bellissima, e tra i fumi dell'alcol chiamo un mio amico geek per chiedergli se per caso anche lui non faccia parte degli Anonymous. Si lo so che non me lo potresti dire ma a me dimmelo. Poi io ho deciso che voglio sposare un Anonymous ecc. E blablabla. Sparlo nel treno. Torno a casa dormo bene e mi sveglio per andare alla partita. Dopo i vari riti mattutini, con un occhio aperto e uno chiuso esco di casa ed entro nell'ascensore. Qui mi viene un infarto. Riflessa nello specchio, sopra la mia testa, vedo incollata un'enorme testa Anonymous. Vedi foto. Penso che il birbone del mio amico geek mi abbia fatto uno scherzo durante la notte. Ma abita a 10 km. Vabbè ma ha preso un taxi alle 2 di notte! Ma no! Non è stato lui, me l'ha giurato. Mi dite voi come è possibile? Io è da ieri che ci penso. Mi hanno suggerito di vedere se per caso non ci fosse un numero di telefono scritto dietro. Forse un Anonymous ti ha sentita parlare nel treno e anche lui ti vuole sposare. No ma non c'è nessun numero di telefono. Ditemi voi. Datemi voi una spiegazione.
22 febbraio 2012
Marcus. Che tesorino Marcus della 6ta a. Ha 11 anni e un visino quadrato pieno di lentiggini. È alto 1metro e 5 e gli piace la parola "fromage". Ieri sono entrata nella classe vuota e ho visto sul suo banco il libro di francese aperto, ancora aperto, buttato là. Le lezioni erano finite da un pezzo e Marcus si era semplicemente alzato ed era andato a casa. Chissenefrega del libro e dei compiti. Alla gran moda danese. L'ho preso e ho visto che dentro c'erano alla rinfusa tantissime fotocopie. Le nostre schede di lavoro, che originariamente erano belle ordinate e rilegate. Sicuramente Marcus le aveva perse e aveva cercato di fotocopiarle alla meno peggio. C'erano pagine fotocopiate a metá, pagine mancanti, pagine doppie, ed erano tutte in disordine. In un quarto d'ora ho riordinato tutto e ho aggiunto le pagine mancanti, poi ho rilegato e sulla prima pagina ho scritto a penna rosa: "Caro Marcus, ho riordinato tutto. Un saluto. Il folletto". Il tutto riconsegnato sul suo banco in gran segreto. Non sei assolutamente un secchione eppure sei il cocco della maestra. Ma cosa gli fai Marcus? Cosa gli fai?
15 gennaio 2012
| Diapositiva di una domenica mattina con sole e cucchiaini personalizzati. |
13 dicembre 2011
Quassú dove la luce d'inverno manca, Santa Lucia si festeggia come si deve. Le bambine nelle scuole si vestono di bianco e armate di candele girano per i corridoi cantando in onore della santa. Santa Lucia, tu sei siciliana, che ci fai quassú al freddo e al buio? A scuola l'organizzazione dell'evento me l'hanno appioppato a me. Ho preso le bambine di quinta ed abbiamo provato per un mese! Canzoni in danese e svedese. Io le parole mica me le ricordavo sempre, ma loro si! Chi doveva fare Lucia tra tutte? Io una briga del genere un me la prendo mica! Peschiamo a caso dal cilindro ed esce Emilia. Emilia??? Ma Emilia ha i capelli corti! Protestano le altre. Si ma mio padre è siciliano! Fu la risposta! A tuo padre è siciliano? E allora sei perfetta, Lucia mia. Stamane ancora notte e nella nostra piccola sala riunioni v'era un gran fermento! Cipria, fiocchi e fermagli! Le loro tuniche bianche portate con grande eleganza. Sono nervosa! Sono nervosa! Dietro di loro andava un ragazzetto a distribuire i biscotti. Nella scuola tutte le luci s'erano spente e solo i loro canti udibili erano. Oh, tenetele dritte quelle candele, si?! Non vorrei chiamare una delle vostre madri e raccontare che vi sono andati a fuoco i capelli! Per sicurezza andavo dietro con un secchio d'acqua, che non si sa mai. Dopo siamo andate all'ospizio a cantar per i vecchini, e loro ci han retribuito con succo di frutta e caramelle. La canzone è carina carina. Ci chiamavano Djäknar, cantavamo per un soldo nella notte nera. Poi venne Santa Lucia con la sua luce, ed è questo a cui rendiamo onore oggi.
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