11 luglio 2013

Due chilometri di scalette più in alto siamo arrivate in paese. Non c'era vita lì. Niente affatto. Tante case totalmente silenziose. La piazza con la chiesa era abbandonata. Triste. Non c'era nessuno e abbiamo iniziato a disperarci. Dopo un po' è venuto giù un uomo con i suoi due figli. Capito cosa stavamo cercando ha mandato suo figlio a parlare con gente che conosceva altra gente su per la collina che non finiva mai. C'era una città alta lassù, che era viva! Con persone reali! Lì abbiamo scoperto una piccola piazza con un caffè celeste, una piccola bottega, e un paio di ristoranti. Dal di fuori il caffè sembrava esattamente il saloon che ci avrebbe tolto sete e polvere. Con i cowboys e gringos e cavalli che aspettano il loro cavaliere. Molte domande per noi. Questo è un posto in cui nessuno viene per caso. Le spiagge sono rare e inospitali. Le strade poche. Cosa vi ha portate qui? La cantinera conosceva uno che conosceva una che aveva da dormire. All'inizio ero un po' delusa. Anche se tutte le case di questa città avevano una vista bellissima sul mare, questa aveva una vista sulle montagne lunari e nient'altro. Ad ogni modo tutti ci hanno rassicurato. Quello era il posto più economico dell'isola. Abbiamo iniziato a ridere del fatto che anche in una città bella e minuscola vivevamo in periferia. Un paio d'ore dopo abbiamo scoperto un posto meraviglioso. Da qualche parte, segnalati da una scala a pioli verde, alcuni gradini scendevano verso la giallo, il secco e il selvaggio delle colline di fronte a noi. Quel percorso non andava da nessuna parte, si fermava dopo un paio di metri in una sorta di spazio aperto circondato da sterpaglia. Innamorate di questo posto, abbiamo iniziato a chiamarlo "la rupe" e a trascorrerci ogni giorno diverse ore. La sera il cielo sopra di noi era così nero e infinito e potevamo vedere tante stelle che non vediamo normalmente. Da qualche parte le luci di un'altra isola. Lontano. E non c'erano rumori se non i grilli. Durante il giorno c'era da perdersi con lo sguardo sulle alture di fronte a noi e raramente qualche animale al pascolo. Il vento incessante instancabile escludeva gli uccelli. Solo qualche poiana a spaventare i topolini.  E tutto sembrava essere così speciale in questo posto. Per quanta gente quello era stato il mondo intero? Quante persone erano nate e morte lì, senza vedere mai nient'altro? Quante generazioni di asini, prima di quello attuale, avevano portato i pomodori alla bottega? La rupe si prestava bene al filosofeggiare. Parlami delle infinite possibilità dell'esistenza. Un paio di ore prima di partire ho trovato una Dracma lì. Datata 1982. E ho pensato che fosse il regalo dell'isola a me. 


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3 commenti:

danske ha detto...

pessimismo e determinismo.

Manu - langolodimanu@yahoo.it ha detto...

Ah...quei posti che non sapevi di stare cercando, e invece loro ti aspettavano...

i3/4 ha detto...

@manu. E' esattamente così. :-)