12 gennaio 2012

Pensieri sparsi. Stamattina ore settemenounquarto a radio dj sento questa frase : "Per te che sei sotto la doccia a pensare alla giornata di merda che stai per affrontare..." ed effettivamente ero nella doccia e stavo pensando alla giornataccia che dovevo affrontare. C´ è scappata una risata. L'altra sera ho fatto un sogno stranissimo. Più che un sogno un flash. Ho chiuso gli occhi e all'improvviso ho visto dei leoni in Africa e mi sono sembrate forme di vita bellissime ed ho pensato che il pianeta Terra è tanto nostro quanto loro ma noi crediamo che sia più nostro... chissà con che diritto poi. (cit.) Questo pensiero è stato talmente sentito che mi sono svegliata di soprassalto. Come un'epifania. Come se avessi all'improvviso realizzato una cosa che dovrebbe essere nota a tutti ma che nessuno vede. Nella stessa scia ieri sera la tv era rimasta accesa. Io non la guardo mai. Nel piccolo schermo una vecchina tutta raggrinzita si esprimeva a fatica, in lingua danese, ma non si capiva moltissimo e c'erano anche i sottotitoli. La signora aveva 100 anni e viveva in una grande casa completamente isolata nello Jutland. Quando dico completamente isolata intendo dire che a voler scambiare una parola bisogna parlare alle volpi. La signora ci aveva vissuto totalmente sola per 40 anni. Da quando aveva trovato suo marito Marinus stramazzato a terra sotto un melo. Lei non aveva avuto paura. Era rimasta lì. Sola. E non voleva andare da nessuna parte. Era sopravvissuta anche alle sue figlie, e ogni tanto qualche lontana nipote veniva a portarle un pó di spesa. Valborg se la cava, se succede qualcosa telefona. Il giornalista inizia a farle qualche domanda. Valborg non è mai stata in nessun posto. Ah si, quando andava a scuola una volta li portarono al mare. La città di Arhus è qui vicino... a 40 kilometri, ma non c´è mai stata. E nemmeno Copenaghen ha mai visto, no. Valborg mostra al giornalista incredulo come riesce ancora a lavorare la terra. Si regge a un bastone ma imperterrita mostra che si, sa ancora arare il suo orto. Poi racconta che quando verrá il momento vorrà essere seppellita insieme ai suoi genitori e alle sue sorelle. Insieme al marito no, perchè quello giace vicino alla sua ex moglie. Eccola qua. Ancora una di quelle storie che mi danno da pensare. Alla vita. Alle nostre vite. Ma non la vita quella oggi lavoro, domani sera vado a yoga, dopodomani vado alla festa. La vita quella globale. E se esistessero vite alternative a quelle che ci sono capitate o quelle che ci siamo scelte? E se una vita sola non fosse sufficiente a capire il senso della stessa? Io penso sempre che una vita non è, non puó essere abbastanza. 
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1 commento:

Gua-sta Blog ha detto...

Purtroppo dobbiamo farcela bastare. cerchiamo almeno di sfruttarla al meglio! In quanto al capirne il senso, penso quasi con invidia a quella vecchietta che descrivi...