24 aprile 2012

C'è una presenza fedele che mi accompagna nella vita da quando ho 11 anni : la tristezza. Quella tristezza entrata in casa nostra con la morte di mio nonno. E rimasta attaccata a mio padre in maniera talmente visibile che nessuno nella mia famiglia ha mai più osato essere felice. Finite le gite in montagna, le torte di compleanno e la tombola a Natale. Finite le risate e la spontaneità. Posto all'amarezza, alla nostalgia, al lutto. Come personaggi di Kafka ci siamo tutti volontariamente fatti carico della colpevolezza dell'esistenza.  Adesso che ci penso me lo ricordo perchè dopo il liceo ho scelto di andarmene lontano. E poi ancora più lontano. Ma non è servito. Non si fugge. Ho vissuto tutti i piccoli successi della mia vita con una buona percentuale di mestizia e senso di colpa. Io la mia felicità avrei voluto trasmetterla anche a casa ma non ci sono mai riuscita. Per essere felice io vorrei vedere la mia famiglia felice e penso che questo non avverrà mai. Ci sono voluti 17 anni ma stasera all'improvviso ne ho veramente preso consapevolezza. E non lo so come sarà la mia vita domani. Adesso che lo so, l'ho capito e gliel'ho detto. Adesso che lui lo sa, che io lo so.
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3 commenti:

crimson74 ha detto...

E' triste, in effetti: soprattutto nel momento in cui tu invece volevi trasmettere la tua felicità al resto della famiglia; è triste, e alla fine nemmeno tanto giusto, perché chi se ne va se ne va, ed è chiaro che se ci si era affezionata un pezzetto di felicità lo perdiamo per sempre, ma non per questo bisogna negarsela per sempre...

crimson74 ha detto...

E' triste, in effetti: soprattutto nel momento in cui tu invece volevi trasmettere la tua felicità al resto della famiglia; è triste, e alla fine nemmeno tanto giusto, perché chi se ne va se ne va, ed è chiaro che se ci si era affezionata un pezzetto di felicità lo perdiamo per sempre, ma non per questo bisogna negarsela per sempre...

Gua-sta Blog ha detto...

Beh...se la tua famiglia è così, hai fatto bene ad allontanarti. Viviamo una volta sola e non si può sprecare la vita a rammaricarsi per qualcuno che è morto già anziano, come è nell'ordine naturale delle cose...
Penso che tuo nonno avrebbe preferito che continuaste a fare gite in montagna e a giocare a tombola.
Ma so che è sempre difficile gestire certe perverse dinamiche famigliari